La mossa del matto affogato - di Roberto Alajmo (Mondadori)
II "matto affogato" è uno speciale scacco matto in cui il re è messo in condizione di non potersi più muovere non perché minacciato dai pezzi avversari ma perché circondato dai pezzi propri. È quel che succede a Giovanni, il protagonista di questo romanzo, un manager teatrale tutto assorbito dai piccoli e grandi imbrogli che hanno sempre caratterizzato la sua vita. Solo che, questa volta, la partita si mette in maniera tale che, mossa dopo mossa, sembra proprio che per lui non ci sia scampo.
La trama.
A quanto pare, Giovanni Magna è arrivato al capolinea. Questa volta retorica e faccia tosta non lo salveranno, anche se potranno forse garantirgli un'uscita di scena degna di lui. Eccolo dunque impegnato, all'apertura del romanzo, nella ricerca di una frase a effetto con cui stupire le persone che gli si affollano intorno nel momento supremo. Meglio non farsi cogliere di sorpresa, perché "esiste anche la possibilità che mentre muori stai facendo o pensando qualcosa di assolutamente irrilevante, nell'economia complessiva della Storia dell'Umanità". Da sempre fedele al motto paterno "Meglio rimorsi che rimpianti", Giovanni è diventato impresario teatrale ritagliandosi un ruolo di rilievo nell'asfittico panorama teatrale cittadino. Rastrellando finanziamenti pubblici porta in scena spettacoli che mortificano il provincialismo del suo pubblico.
Il protagonista del romanzo si è costruito un'esistenza molto al di sopra dei propri mezzi, basandola su un delicato equilibrio di dilazioni, omissioni, menzogne.
Per anni ha portato avanti la sua strategia con metodo e invenzione: dai rapporti con le banche a quelli con le amanti più o meno occasionali.
Quando la fortuna gli volta le spalle, Giovanni si accorgerà di non poter contare né sulla moglie Elvira, che lo ha abbandonato dopo aver scoperto l'esistenza di un'ex amante, né sulle figlie, che gli dimostrano indifferenza, se non aperta ostilità. Saranno anzi le persone più vicine che contribuiranno a stringere l'assedio intorno a lui, come avviene negli scacchi quando il re subisce il matto affogato, la più crudele delle sconfitte.
La trama si sviluppa proprio ricalcando una sfida scacchistica e la storia avanza serrata, con il protagonista intento a ricostruire il passato mossa dopo mossa, nel tentativo di individuare l'errore primigenio, l'attimo in cui le cose hanno iniziato a precipitare.
Con implacabile leggerezza e ironia Roberto Alajmo racconta la disfatta di un avventuriero, mostrando l'estraneità improvvisa che talvolta possono riservare i rapporti affettivi. Un romanzo che si legge di corsa, rallentando solo a discrezione del lettore, nel momento in cui vorrà dilazionare l'irreparabile finale di partita.
E’ la cronaca di una sconfitta annunciata, di una partita a scacchi condotta in maniera incauta e sprovveduta, risolta in ventisei mosse, tante quante i capitoli stessi del libro, ai quali non a caso l’autore attribuisce come titolo la sigla di una mossa.
E’ un romanzo che reca l’amaro sapore di una confessione, non già rilasciata dall’avventato protagonista, ma condotta in seconda persona mediante un lungo monologo evocativo.
Attraversando una campata narrativa che fa leva sull’ironia oltre che sul disincanto, si ha modo di apprendere le vicende di un mentitore di professione, di una personalità smaniosa di apparire, di subordinare cioè la vita al raggiungimento di una celebrità di dubbia origine, consistenza e durata, e da un’amorale leggerezza truffaldina.
A mano a mano che la partita va declinando l’autore traccia, lungo il corso della narrazione, una linea di demarcazione che separa da un lato la moglie, le figlie, il cane e gli amici e dall’altro i detriti, la commedia fatua e velenosa inscenata da Alagna ed il suo pubblico che non gli tributa né applausi né fischi, non riuscendo ad andare oltre all’invidia e all’indifferenza. E’ un panorama senza alcun dubbio chiuso e sconcertante, che non salva né chi ha vinto né chi ha perso, anche se in certi momenti emerge in maniera inattesa ma convincente una sincera pietà per le debolezze degli uomini che attenua i rigori di uno scontato giudizio morale.
Una storia nella quale purtroppo non potremo non riconoscere almeno un pezzo di noi, un barlume delle miserie della nostra vita.
La mossa del matto affogato
Roberto Alajmo
Mondatori € 17,00