La ballata dell'amore salato - Roberto Perrone (Mondadori)

Pubblicato il da Libreria Fahreheit 451 Quarrata

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…..”Mi scusi se glielo chiedo, che mestiere fa?”

“Portuale” disse lui vagamente, non perché si vergognasse, ma perché era sicuro che lei non conoscesse il significato del termine – picchettino-. No, non una ragazza come lei.

“Lavora per qualche ditta, in particolare?”

“Garbarono e figlio.”

Lei sorrise e se ne andò…..

 

Genova, 1990. E’ una fredda domenica di fine novembre e Girolamo Moggia aspetta a pranzo il figlio che deve arrivare da Milano, dove ha fatto carriera diventando un importante manager. Girolamo Moggia è un picchettino, uno di quegli operai che scendono nelle caldaie a pulirle quando una nave si ferma nel porto, e delle scelte del figlio non è mai stato tanto convinto.

Girolamo Moggia è un uomo pratico, di poche parole, anche ruvido, ma è uno senza maschera, che dice e fa quel che pensa.

Per quel pranzo domenicale ha comprato i corzetti, una tipica pasta genovese, e non vede l’ora di cuocerli. Non tanto per la fame, quanto perché deve andare allo stadio. C’è il derby Genoa – Sampdoria, e non ha nessuna intenzione di perderselo. Ma il figlio tarda. Eppure devono discutere di questioni importanti.

Girolamo Moggia è da poco diventato vedovo di una moglie molto amata, ma adesso tutto il suo amore, nato negli anni della guerra e cresciuto nel tempo, più forte delle differenze sociali, si è trasformato in rancore. Ogni volta che ripensa alla moglie, l’dio e la rabbia lo assalgono come una mareggiata cattiva in certi giorni d’inverno.

Che cosa ha scoperto?

No, non si tratta di tradimento, anche se, in qualche modo, è come se lo fosse.

E cosa deve decidere adesso, così urgentemente con il figlio?

Qualcosa è intervenuto inaspettatamente a scompaginare le sue certezze, e adesso Girolamo Moggia, volente o nolente, si trova a farci i conti, in un andirivieni di ricordi, alcuni ormai aspri, salati, altri, malgrado tutto ancora dolcissimi.

 

La ballata dell’amore salato

Roberto Perrone

Mondadori   € 18,00

 

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A

Girolamo è un ruvido dal cuore tenero. Bello, attraente, con un passato di famiglia paesana, solitudine, lavori umili, dirittura morale e un grande amore. Silenzioso, solitario, nel suo
appartamento presente da svuotare, vendere e dimenticare, e un rancore che lui a volte chiama odio e che stride con quello che, piano piano, si viene a conoscere della sua vita.
In mezzo, una bambina, una ragazza, una donna che appare e scompare nei quadri di un’esistenza che ricostruiamo con lui, con i suoi ricordi.
Perrone è abile a dire e non dire, suggerire e nascondere, tenere in sospeso e rivelare soltanto quando gli va. Forse il gioco è un po’ troppo scoperto, e, alla fine, dopo esserci chiesti il perché
e il percome di molti pensieri o avvenimenti, la rivelazione appare quasi scontata. Solo alla fine, però, perché per tutto il libro Girolamo ci tiene saldamente per mano mentre ci guida nei
saliscendi di Genova e della sua vita, con brusche giravolte, ritorni al passato, affondi nel presente.
La storia, come detto, si sfilaccia soltanto negli ultimissimi capitoli, dove anche il linguaggio cede a volte a espressioni poco curate e a volte banali (come nella scena tra Girolamo e la nuora).
Il puzzle di una vita tra le pieghe della storia.


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